Gli attacchi vendono i biglietti, le difese vincono le partite. Quelle di Denver e Seattle lo ribadiscono trascinando al successo Broncos e Seahawks che eliminano Buffalo Bills e San Francisco 49ers e sono a una vittoria dal Super Bowl di Santa Clara. Stesso discorso per i successi di New England Patriots e Los Angeles Rams che conquistano le finali di Conference, tra neve, intercetti e un calcio memorabile. Il quadro delle semifinali dei playoff NFL è completo: domenica 25 gennaio saranno dunque, dalle 21 ora italiana, Denver-New England e a seguire Seattle-Los Angeles. Il Super Bowl 60 è in programma l’8 febbraio al Levi’s Stadium di Santa Clara.

La testa di serie n. 1 dell’American Football Conference piega in Colorado al supplementare la n. 6. La difesa dei Broncos forza 5 palle perse ai Bills e la linea d’attacco neutralizza la pass rush avversaria, non concedendo sack. Coach Payton stravince il confronto tra gli allenatori, s’impone la squadra che sbaglia di meno. Buffalo avrà rimpianti per mesi, forse per anni, ripensandoci. Perché Josh Allen, l’Mvp della scorsa stagione, lancia 2 intercetti e commette 3 fumble, due persi. Non ha mai vinto in overtime in carriera: 0-7, 0-3 ai playoff. Coach McDermott rischia il posto: è 8-8 di record in post season pur allenando squadroni. Buffalo si lamenta di chiamate sfavorevoli nel finale, Denver si dispera perché nel giorno in cui torna a celebrare un successo ai playoff dopo 10 anni, dal Super Bowl vinto nel 2016 proprio a Santa Clara, perde Bo Nix, il quarterback, per la frattura della caviglia destra patita al penultimo gioco della gara, quando ormai era fatta. Domenica prossima la finale di Conference, sempre al Mile High, contro Pats o Texans, la giocherà la riserva Jarrett Stidham che questa stagione non ha mai lanciato. Mai. Pare una vittoria di Pirro.

I Seahawks mostrano i muscoli. Stravincono di fronte ai propri tifosi, legittimano con i fatti la testa di serie numero 1 della National Football Conference. Spazzano via la 6, i 49ers, mutilati dalle assenze e che pagano un approccio alla partita disastroso, in sovrappiù. La ricetta del successo di Seattle è la solita: difesa dominante, da 3 palle recuperate e nessuna meta concessa, e tante yards macinate sul terreno: Kenneth Walker corre per 116 e 3 touchdown personali, addirittura. Per Seattle quella di domenica prossima ancora al Lumen Field contro la vincente di Chicago-Los Angeles, sarà la prima finale di Conference dal 2014. La comincerà comunque da favorita. San Francisco paga i tanti, troppi infortuni, al completo i 49ers non sarebbero stati secondi a nessuno. La vittoria a Philadelphia al primo turno dei playoff era stata da applausi però questa batosta lascia un retrogusto amaro, inevitabilmente.

I Patriots continuano a stupire. Mike Vrabel ha affrescato un capolavoro ereditando una squadra reduce da due stagioni da 4-13 di record e portandola quantomeno alla finale dell’American Football Conference. Che mancava a New England dal 2018, è la 16ma. Sotto una nevicata a Foxborough i Pats vincono per la seconda volta ai playoff 2026 grazie alla difesa, soprattutto. In stile Vrabel, ex grande linebacker dei Pats. La difesa odierna di New England martirizza CJ Stroud forzando 4 intercetti e l’attacco fa quanto basta per vincere. Niente effetti speciali, solidità e concretezza. Alla Belichick, che lì ha fatto scuola. Drake Maye stavolta non incanta: commette 4 fumble (due recuperati) e lancia un intercetto, ma pure 3 passaggi da touchdown. La presa in end zone di Kayshon Boutte è il capolavoro che blinda il successo della testa di serie n.2 sulla 5 dell’Afc. I Texans erano senza Nico Collins, il miglior ricevitore, ma le scuse non bastano: l’attacco è stato indecente. Stroud dopo la super stagione da matricola è regredito, ora è inaffidabile. Uno spreco con una difesa sensazionale che non teme confronti. Non basta: il Super Bowl, mai giocato, per Houston resta un tabù.

I Rams dimostrano tanto, al Soldier Field. Anzitutto di saper battere il freddo e la neve, la loro criptonite a Philadelphia ai playoff 2025. Per una squadra californiana, oltretutto finesse per stile, dal grande attacco col gioco aereo, un ostacolo non da poco. Poi dimostrano di saper vincere una gara difensiva a basso punteggio. E su tutto la forza mentale per riacciuffare una partita che sembravano aver gettato via alla fine dei tempi regolamentari, ma che al supplementare riagguantano pur con tutto il tifo contro in uno stadio sicuro dell’ennesima rimonta vincente stagionale di Chicago. E invece Caleb Williams, quarterback da highlights, da grandi picchi e grandi picchiate, s’inventa un miracolo a 18” dalla fine della prima ora di football, ma poi pasticcia in overtime e Matt Stafford fa valere l’esperienza. La testa di serie n.5 della National Football Conference vince nella tana della n. 2 la seconda gara in trasferta dei suoi playoff, guastafeste. I Bears chiudono la stagione col magone per la sceneggiatura finale, ma applaudono il lavoro di Coach Johson che li ha trascinati al primo Divisional casalingo dal 2010 e gli effetti speciali di una squadra che ha alternato qualche svarione a tante prodezze, ma ha divertito e non s’è mai arresa