Un abbraccio di incoraggiamento con papà Marco a meno di dieci minuti dal via della gara e poi giù la visiera, per entrare in una dimensione che è solo sua. Kimi Antonelli sale sulla sua Mercedes per posizionarsi davanti a tutti in griglia di partenza a Montecarlo, a occupare – a soli diciannove anni – lo spazio riservato ai più grandi. La preoccupazione maggiore è al via: è lì che nel Principato si decidono le sorti di gran parte della gara e Kimi, con le partenze, all’inizio di questo campionato ha avuto più di qualche problema. “Devo solo cercare di partire pulito, non c’è bisogno qui di fare qualcosa di magico”, aveva detto sabato, dopo la pole position. E c’è riuscito. Scattato benissimo in partenza, ha mantenuto la prima posizione, andando con solidità a conquistare una gara non priva di colpi di scena – e di possibili insidie per il giovanissimo italiano – che ha vinto da dominatore assoluto, in testa dalla prima all’ultima curva.
È lui il nuovo re di Montecarlo, un diciannovenne che sale sul gradino più alto del podio più famoso del mondo, diventando il più giovane della storia della Formula 1 a vincere nel Principato. Ma mentre Kimi scivolava solido in partenza, mantenendo la prima posizione, alle sue spalle si consumava il primo grande colpo di scena di questo Gran Premio: Max Verstappen, secondo in griglia dopo una grandissima qualifica, ha stallato in partenza, scivolando in ultima posizione, fortunatamente senza causare incidenti. “Cosa posso fare? Il motore è rotto”, ha lamentato via radio, accendendo l’allarme su un problema alla power unit della sua Red Bull, che lo ha poi costretto al ritiro al terzo giro del GP. “Era inutile continuare la gara in queste condizioni, non saremmo andati da nessuna parte con il problema al motore”, ha poi commentato Verstappen appena sceso dalla vettura.
Partite bene, invece, le due Ferrari che, grazie al ritiro dell’olandese, hanno guadagnato una posizione portandosi in seconda e terza posizione, in una gara che si è rivelata a due facce per i due piloti del Cavallino. Lewis Hamilton, secondo all’arrivo per il secondo weekend di fila dopo il Canada, è salito sul podio nonostante la penalità di cinque secondi da scontare durante il pit-stop, sanzionato per aver superato i limiti di velocità in pit lane. Amarissima, invece, la domenica di Charles Leclerc, che a quindici giri dalla fine del GP – quando si trovava in terza posizione – ha visto succedere di tutto: prima le incomprensioni ai box in fase di doppio pit-stop con Safety Car per le due Ferrari, che hanno rallentato la corsa di Leclerc verso la seconda posizione, e poi l’errore in ripartenza del monegasco, finito rovinosamente a muro causando una bandiera rossa a dieci giri dalla fine della gara. Un incidente che ha visto il monegasco uscire furioso dalla sua monoposto, incolpando via radio i freni per quanto successo e facendo così segnare uno zero molto doloroso sul conteggio del suo avvio stagionale.
L’ordine d’arrivo del GP di Monaco:
1. Antonelli (Mercedes)
2. Hamilton (Ferrari) a 6″271
3. Hadjar (Red Bull) a 23″394
4. Piastri (McLaren) a 24″261
5. Lawson (Racing Bulls) a 26″553
6. Lindblad (Racing Bulls) a 29″010
7. Gasly (Alpine) a 30″369
8. Albon (Williams) a 33″413
9. Ocon (Haas) a 37″140
10. Perez (Cadillac) a 39″153
11. Alonso (Aston Martin) a 41″899
12. Bortoleto (Audi) a 42″748
13. Russell (Mercedes) a 43″353
14. Hülkenberg (Audi) a 44″102
15. Colapinto (Alpine) a 48″964
Non classificati:
– Sainz (Williams) STOP
– Leclerc (Ferrari) STOP
– Stroll (Aston Martin) STOP
Ritirati:
– Norris (McLaren)
– Bearman (Haas)
– Bottas (Cadillac)
– Verstappen (Red Bull)
