Durante i tornei dello Slam arriva quel momento che trasforma l’ordinario in straordinario, in cui le vittorie iniziano a pesare, perché oltre il risultato in sé c’è una storia che si sta scrivendo: il tennis italiano l’ha fatto ancora una volta, segnando un confine tra ciò che si pensava possibile e ciò che diventa abituale.

Jannik Sinner e Lorenzo Musetti sono ai quarti di finale dell’ Australian Open, battendo rispettivamente Luciano Darderi 6-1, 6-3, 7-6, nel derby di giornata, e l’americano Taylor Fritz, superato 6-2, 7-5, 6-4 e annichilito dai ricami del carrarino.

È la quinta volta consecutiva che due italiani raggiungono i quarti di finale di uno Slam, per tre volte i protagonisti sono stati loro due.

La fotografia di un movimento capace di rigenerarsi e sostenersi, capitanato da una coppia di giocatori così diversi, ma così simili nella voglia incessante di migliorarsi.

Sinner continua a camminare sul cemento australiano come se fosse una seconda casa. Il derby con Darderi è una di quelle vittorie che raccontano la solidità del campione. Il numero due del mondo impone il suo ritmo, spegne l’entusiasmo dell’avversario e governa il match anche quando, nel terzo set, l’italo-argentino prova a uscire dai binari.

Con questo successo, Sinner raggiunge il 14/o quarto di finale Slam della carriera, il quarto all’Australian Open, ma soprattutto allunga una striscia che lo colloca accanto ai grandi del passato: 18 vittorie consecutive a Melbourne, quinta miglior serie dell’era Open, al pari di Jim Courier.

“Non è che le partite si vincono sempre in due set – spiega Sinner con la consueta lucidità -. Anche se sei avanti, le cose possono cambiare in un attimo. Io ero abbastanza tranquillo, poi lui nel terzo set ha iniziato a servire molto meglio e a giocare più aggressivo”. Il servizio è uno dei temi centrali del match: 19 ace, record personale in un match dello Slam. “Non è un colpo dove mi sento ancora al 100% – ammette – Non è magia che da una partita all’altra cominci a servire meglio. Stiamo lavorando tanto, soprattutto sulla seconda, perché lì c’è ancora margine”.

I numeri completano il quadro: Sinner diventa il terzo giocatore più giovane dell’era Open a raggiungere i quarti di finale in nove Slam consecutivi, dietro soltanto a Pete Sampras e Novak Djokovic. Al prossimo turno affronterà Ben Shelton, che ha battuto in serata 3-6, 6-4, 6-3, 6-4 Casper Ruud. Precedenti 8-1 per Sinner, con una striscia di 8 vittorie consecutive; tra queste la semifinale dello scorso anno, proprio qui a Melbourne, che ha visto la vittoria di Sinner per 7-6, 6-2, 6-2.

Accanto alla continuità di Sinner, prende forma la maturità di Musetti, protagonista di una delle sue prestazioni più complete contro Fritz. Il carrarino vince senza mai perdere il servizio e raggiunge per la prima volta i quarti a Melbourne, confermando un salto di qualità ormai evidente. “Sto servendo meglio e questo mi aiuta molto – spiega nel post match -. Quando parto bene con il servizio, poi riesco a usare tutto il resto del mio gioco: le rotazioni, il rovescio slice, i cambi di ritmo”. Musetti diventa il terzo giocatore nato dopo il 2000, dopo Sinner e Carlos Alcaraz, a raggiungere almeno i quarti di finale in tutti e quattro gli Slam.

Con Fritz, Musetti concede appena due palle break, chiude con 13 ace, vince il 69% dei punti con la prima e domina i momenti chiave con lucidità e coraggio. Ma è soprattutto l’aspetto mentale a colpire. “Nei momenti difficili sono rimasto calmo – sottolinea -. Sapevo che dovevo continuare a mischiare le carte, senza dare riferimenti: mi sento più maturo nella lettura del match, so quando accelerare e quando aspettare”.

Il game finale, chiuso con una serie di drop shot, è la firma di un giocatore che oggi non rinnega il proprio talento, ma lo governa. Ora l’asticella si alza ulteriormente: ai quarti c’è Novak Djokovic (che ha approfittato del ritiro di Mensik), affrontato dieci volte e battuto una sola. “So che sarà durissima – ammette Musetti – ma credo di essere un giocatore diverso: voglio giocarmela, senza pensare ai precedenti”.