Un’Italia da 30 e lode. Con la cerimonia di chiusura di ieri sera si sono ufficialmente concluse le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 e il bilancio azzurro è da incorniciare. I Giochi vanno in archivio con un risultato mai raggiunto prima nella storia italiana dell’inverno olimpico: 30 medaglie complessive, 10 ori, 6 argenti e 14 bronzi. Un record assoluto.
Diciassette giorni di gare hanno riscritto la dimensione sportiva del Paese sulla neve e sul ghiaccio. L’Italia chiude quarta nel medagliere secondo l’ordine olimpico, penalizzata da un solo argento in meno rispetto ai Paesi Bassi a parità di ori (10), ma è terza per numero totale di medaglie conquistate. In vetta resta la Norvegia con 41 podi, davanti agli Stati Uniti.
Il dato che resta è uno: mai così in alto. E mai con una tale profondità di risultati. L’Italia dei Giochi di casa si prende così un posto stabile tra le grandi potenze degli sport invernali.
Il confronto con il passato è netto, quasi impietoso. Alle Olimpiadi invernali di Lillehammer 1994 l’Italia firmò quello che per oltre trent’anni è rimasto il suo punto più alto: 20 medaglie complessive, di cui 7 ori. Un record che sembrava difficilmente avvicinabile. Milano-Cortina lo ha non solo raggiunto, ma superato con decisione. Dieci medaglie in più rispetto al primato del 1994, tre ori oltre quel limite che pareva scolpito nella memoria sportiva azzurra.
Anche il confronto con l’ultima edizione invernale evidenzia la crescita. Alle Olimpiadi invernali di Pechino 2022 il bottino si era fermato a 17 medaglie (2 ori, 7 argenti e 8 bronzi). In quattro anni l’Italia ha quasi raddoppiato gli ori e aggiunto tredici podi complessivi. Non un miglioramento marginale, ma un cambio di scala.
Il dato più significativo, però, va oltre la contabilità. A impressionare è la distribuzione dei risultati. Le medaglie arrivano dallo sci alpino al biathlon, dal pattinaggio di velocità allo short track, dallo slittino allo snowboard, dal fondo al curling, fino al freestyle. Non più exploit isolati o discipline trainanti uniche, ma un sistema capace di competere su più fronti. È la fotografia di un movimento strutturato, che ha investito su tecnici, impianti e ricambio generazionale.
I dieci ori sono il cuore del capolavoro azzurro. L’immagine simbolo è quella di Federica Brignone, capace di imporsi in SuperG e slalom gigante nello sci alpino a dieci mesi da un grave infortunio. Accanto a lei brilla Francesca Lollobrigida, doppio oro nei 3000 e 5000 metri del pattinaggio di velocità, una doppietta riuscita a pochissime atlete nella storia.
L’oro della staffetta mista di short track porta la firma di Arianna Fontana insieme a Pietro Sighel, Elisa Confortola e Thomas Nadalini, Chiara Betti e Luca Spechenhauser. Per Fontana è anche un’Olimpiade da tre medaglie: oltre all’oro, conquista l’argento nei 500 metri individuali e un altro argento nella staffetta femminile 3000 metri con Arianna Sighel, Elisa Confortola e Chiara Betti. Con 14 medaglie complessive in carriera, diventa l’azzurra più medagliata di sempre ai Giochi.
Nel biathlon arriva il trionfo di Lisa Vittozzi nell’inseguimento, primo oro olimpico azzurro nella disciplina. Vittozzi è protagonista anche nell’argento della staffetta mista con Dorothea Wierer, Lukas Hofer e Tommaso Giacomel.
Il pattinaggio di velocità regala un altro oro con Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti nell’inseguimento a squadre maschile. Ghiotto e Giovannini firmano anche altri podi: Giovannini è bronzo nella mass start, mentre nei 5000 metri arriva il bronzo di Riccardo Lorello.
Lo slittino è una miniera d’oro. Primo posto nel doppio femminile con Andrea Voetter e Marion Oberhofer e oro nel doppio maschile con Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner. Ma anche bronzo nel singolo con Dominik Fischnaller e con la staffetta a squadre con Verena Hofer, Rieder, Kainzwaldner, Fischnaller, Voetter e Oberhofer.
Storico l’oro di Simone Deromedis nello ski cross, disciplina che non aveva mai incoronato un azzurro, con l’argento di Federico Tomasoni nella stessa gara. Nel freestyle arriva anche il bronzo di Flora Tabanelli nel Big Air.
Lo sci alpino porta anche l’argento di Giovanni Franzoni e i bronzi di Dominik Paris e Sofia Goggia in discesa libera.
Nello snowboard brillano Lucia Dalmasso, bronzo nel parallelo, e Michela Moioli, bronzo nello snowboard cross e argento nella gara a squadre miste con Lorenzo Sommariva.
Il fondo ritrova il podio con il bronzo nella staffetta 4×7,5 km di Elia Barp, Martino Carollo, Davide Graz e Federico Pellegrino, e con un altro bronzo nella team sprint maschile firmato ancora da Pellegrino insieme a Barp.
Il curling festeggia il bronzo nel doppio misto con Stefania Constantini e Amos Mosaner.
Il pattinaggio di figura torna sul podio nel team event con Daniel Grassl, Matteo Rizzo, Charlene Guignard, Marco Fabbri, Lara Naki Gutmann, Sara Conti e Niccolò Macii.
Infine, lo short track maschile aggiunge il bronzo nella staffetta 5000 metri con Thomas Nadalini, Pietro Sighel, Luca Spechenhauser e Andrea Cassinelli.
Dieci ori, sei argenti, quattordici bronzi. Trenta medaglie distribuite tra veterani e giovani, tra conferme e prime volte. Un mosaico completo che racconta la maturità dello sport italiano sulla neve e sul ghiaccio.
L’Italia chiude quarta nel medagliere ufficiale per numero di ori, ma è terza per numero complessivo di medaglie.
La differenza la fanno i criteri di ordinamento: la classifica olimpica privilegia prima gli ori, poi gli argenti e infine i bronzi. Gli azzurri conquistano 10 ori come i Paesi Bassi, ma gli olandesi precedono l’Italia grazie a un argento in più (7 contro 6). Tuttavia, nel conteggio totale dei podi, l’Italia vola a quota 30 medaglie, ben dieci in più rispetto alle 20 dei Paesi Bassi.
Il risultato è dunque duplice: quarto posto nella graduatoria ufficiale per ori, terzo posto assoluto per medaglie complessive.
La classifica finale, la top 10
- Norvegia – 18 ori, 12 argenti, 11 bronzi (41 totali)
- Stati Uniti – 12 ori, 12 argenti, 9 bronzi (33)
- Paesi Bassi – 10 ori, 7 argenti, 3 bronzi (20)
- Italia – 10 ori, 6 argenti, 14 bronzi (30)
- Germania – 8 ori, 10 argenti, 8 bronzi (26)
- Francia – 8 ori, 9 argenti, 6 bronzi (23)
- Svezia – 8 ori, 6 argenti, 4 bronzi (18)
- Svizzera – 6 ori, 9 argenti, 8 bronzi (23)
- Austria – 5 ori, 8 argenti, 5 bronzi (18)
- Giappone – 5 ori, 7 argenti, 12 bronzi (24)
Mai l’Italia aveva avuto una tale profondità di risultati ai Giochi invernali. I 30 podi di Milano-Cortina rappresentano il punto più alto della storia azzurra sulla neve e sul ghiaccio.

