La straordinaria stagione di Jannik Sinner si riflette nei freddi calcoli del computer dell’ATP Tour. Ancor prima del trionfo bis a Wimbledon, battendo Novak Djokovic in semifinale si era già assicurato un posto alle Nitto ATP Finals di novembre a Torino. La certezza aritmetica della qualificazione non era mai arrivata tanto presto: negli ultimi due anni c’era riuscito ad agosto, nel 2023 dovette aspettare ottobre. La corsa verso il “torneo dei maestri” si misura attraverso la Race, che conteggia soltanto i risultati della stagione in corso. E qui il pallottoliere dice già 7950 punti, ben 5920 in più del nono classificato (Shelton). La classifica ufficiale, però, è quella che prende in considerazione le ultime 52 settimane, aggiornandosi di volta in volta con gli “scarti” del corrispondente periodo dell’anno precedente.

L’azzurro, che oggi festeggia l’80ª settimana da numero 1, ha incrementato il vantaggio sul grande rivale Carlos Alcaraz, fermo per l’infortunio al polso da aprile e ora scavalcato al secondo posto da Alexander Zverev. Lo spagnolo ha perso i 1300 punti della finale di Wimbledon 2025, mentre Jannik, confermandosi re di Londra, ha conservato i 2000 punti conquistati un anno fa. Di conseguenza, se alla vigilia dello Slam sull’erba il gap era di 3990 punti, adesso è salito a 5290. Sinner guida con 13.450 punti, Alcaraz è terzo a quota 8160: è il divario più ampio mai raggiunto (nell’ottobre 2024 si era fermato a +4800). È chiaro che adesso c’è un terzo incomodo altamente competitivo. Zverev, trascinato dalla vittoria al ROLAND-GARROS e dalla finale di Wimbledon, si ritrova alle spalle del numero 1 con 8480 punti. Ma il tedesco, si sa, ha approfittato del vuoto lasciato dal talento di Murcia. La saga “Sincaraz” tornerà a dominare le scene. Nel frattempo, la corsa al trono del tennis mondiale sembra avere già un esito piuttosto chiaro in vista del verdetto di fine anno. Vincendo ieri, Jannik è andato in fuga e ha messo una seria ipoteca sul primo posto al termine del 2026. Se anche Alcaraz (atteso al rientro nell’estate americana) o Zverev riuscissero a conquistare tutti i tornei rimasti fino a novembre, l’altoatesino dovrebbe praticamente fermarsi per cinque mesi per vedersi sfuggire il trono.