Jannik Sinner continua a scrivere record, anche in settimane in cui non gioca. Dopo la vittoria a Wimbledon, l’azzurro ha confermato la leadership della classifica ATP Tour, con 13.450 punti. Ciò vuol dire che l’altoatesino vanta ben 4.970 punti di vantaggio sulla seconda posizione occupata da Alexander Zverev, che ha sconfitto nella finale dei Championships. E questa settimana segna l’81ª per il giocatore italiano da n.1 del mondo, superando le 80 che aveva fatto segnare a suo tempo Lleyton Hewitt. L’australiano, grande protagonista nei primi anni 2000, era riuscito a trascorrerne 75 consecutivamente. Sinner invece, dalla prima volta a giugno 2024, ha avuto delle “interruzioni” per mano di Carlos Alcaraz, con il suo record consecutivo che al momento è di 65 settimane, da giugno 2024 a settembre 2025. Ora è ininterrottamente in cima da aprile, all’indomani della vittoria a Montecarlo. E con questa settimana entrerà nella top 10 dei giocatori con più settimane trascorse in cima alla classifica.
Un numero, una statistica, che conferma però come Sinner ormai sia parte integrante della storia del tennis. Davanti a lui sono rimasti infatti solo i migliori di sempre, in termini di settimane trascorse in vetta alla classifica mondiale. I prossimi sono @Bjorn Borg con 109 e Andre Agassi con 101. Rispettivamente 28 e 20 settimane in più di Sinner, che però ha già la certezza di rimanere davanti a tutti almeno fino allo Us Open, dunque con un bottino destinato a crescere. Non è utopico pensare che Jannik possa scalare questa speciale classifica già entro la fine di quest’anno o l’inizio del 2027, visti i punti di distacco e i dubbi sulle condizioni di Alcaraz, sul cui rientro non vi sono ancora certezze. Sicuramente è solo una questione di tempo quella che separa Sinner dal raggiungere almeno 100 settimane da n.1 Atp, come accaduto solo a nove tennisti finora dal 1973, quando per la prima volta venne pubblicata la classifica computerizzata, con il romeno Ilie Nastase davanti a tutti.
Manco a dirlo, i primi due per settimane trascorse in cima alla classifica mondiale, sono Novak Djokovic e Roger Federer. Il serbo, per l’ultima volta al n.1 nel giugno 2024, quando cedette lo scettro proprio a Sinner, è il migliore con 428 settimane, ovvero poco più di 8 anni da leader. Lo svizzero insegue invece a 310, di cui però 237 consecutive, dall’inverno 2004 all’estate 2008. Un record, questo, che appare davvero difficile da essere raggiunto in futuro, e finora a esserci andato più vicino è stato Jimmy Connors con 160. Jimbo, mattatore americano degli anni ’70, completa la top 5 dei giocatori con più settimane in vetta, alle spalle di Pete Sampras e Ivan Lendl. “Solo” sesto invece Rafa Nadal, con 209 settimane, soffrendo chiaramente della concomitanza con Federer e Djokovic, oltre che di Murray, n.1 per qualche mese tra il 2016 e il 2017. Tornando a Sinner, al momento è certo di raggiungere le 88 settimane come primo al mondo, almeno fino a dopo lo Us Open. Detto che un eventuale sorpasso di Zverev è comunque molto complesso. Quest’ultimo regno ha permesso a Jannik, inoltre, di scavare un piccolo solco in graduatoria rispetto a Carlos Alcaraz. Lo spagnolo, infatti, è fermo a 66 settimane da leader, al momento 15 in meno rispetto all’italiano. E Carlitos non è mai stato n.1 per più di 22 consecutive. In termini di costanza e regolarità nella stagione Sinner si conferma un passo avanti.
